Fiume Veneto, terra di Valentina e Dino

Eleonora Cecchinato
Eleonora Cecchinato

Sviluppo molto positivo del 2° Torneo Nazionale di Terza categoria, aperto ad ambo i sessi.  Il merito va diviso tra i corretti partecipanti, il circolo organizzatore e il giudice arbitrio Pier Tullio Fonda, personaggio dai poliedrici incarichi, capace di gestire tempi ed esigenze di ben 228 racchette. Non un numerino di poco conto per una gara entro i nostri confini territoriali!

Una segnalazione di positivo rendimento corre in direzione della linea verde regionale con la matrice del Tennis Città di Udine. Non solo per l’attesa performance della mancina sedicenne Sabrina Paludetti, semifinalista con un positivo in saccoccia, quanto per l’invocata recita del mancino 15enne, Nicolo Borrelli, abile nel mettere le sue lunghe leve fin dentro il difficile fossato dei quarti, ostentando lo scalpo di tre concorrenti di classifica superiore. Allo stesso tempo continua a stupire la sorte del forte under 16 Marco Santarossa, 3.2. in forza al Tc Roveredo, le cui ripetute sconfitte in tre set denunciano scarsa autonomia di concentrazione e poca convinzione.

La finale in rosa vede in campo l’ormai immancabile Eleonora Cecchinato del Tennis Campagnuzza opposta a Valentina Todeschin, giocatrice tesserata con il Tc Thiene, circolo presieduto dal padre. Le due giocatrici si piazzano, stabilmente, nell’area di fondo campo e da qui compilano il modulo più tranquillizzante dell’incontro, quello incentrato su bordate di dritto e rovescio, eseguite ben oltre la riga perimetrale. Latita la giocata di fantasia, la verticalizzazione verso rete, la smorzata sistematica e la volée in avanzamento: la sfida si dipana su chi colpisce duro anche in fase di coordinazione e su chi sbaglia meno. Ed è un peccato, perché le due 17enni dispongono di un repertorio più completo, esibito nelle rarissime uscite dal solito schema. Comunque, è la vicentina ad essere più tonica ed intraprendente. Rimonta da un pesante 3 a 0 di partenza, gioca con attenzione il tie-break e s’invola nel secondo parziale, dimostrando un po’ di affaticamento solo nelle fasi conclusive del match, calo non rilevato dalla goriziana che ha già in mente la corroborante doccia.

Da Todeschin a Todesco, sembra un gioco di parole, ma è proprio la stessa radice del cognome ad indicare anche il vincitore maschile dei 190 concorrenti. A cercare di frenare la corsa verso il titolo di Dino da Salgareda, eversore del vicentino Alessandro Grigio nel turno di semifinale, si presenta il maestro Mauro Pizzinat, fresco vincitore di Filippo Andrini trevigiano di Codognè. Parte forte il 36enne del Tc Caneva e imposta l’incontro su grandi botte di dritto e discese a rete: l’intento è quello di sveltire lo scambio e neutralizzare le velenose rasoiate in back del rivale, costringendolo a viaggi in diagonale per recuperare cross stretti. Nel primo equilibrato set, il dinamico Pizzinat, riesce a colmare il ritardo, a portarsi sul 4 pari e ad agguantare i due game che gli valgono il parziale.

E’ tutto perché da quel momento si smarrisce completamente e il paziente Todesco incomincia ad intravedere la seconda affermazione dell’anno. Prende in mano la conduzione del match, con autorità chiude a chiave ogni possibilità di un duello alla pari, usando precisi colpi di chiusura. Favorito in questo dalla fase discendente dell’avversario che non riesce più a finalizzare le iniziative e deve subire un doppio 6-0 nei due residui tempi di gioco.  Presenti tre consiglieri del sodalizio locale e l’assessore allo sport del Comune, si snoda la cerimonia delle premiazione, dove non mancano gli apprezzamenti a tutti i migliori giocatori e agli organizzatori.  (Fausto Serafini)