Grande successo per il “1° Memorial Claudio Giorgi”

Una grande edizione, in tutti i sensi, come sarebbe piaciuta a lui. Difficile definirla in modo diverso e non solo per i risultati che hanno visto il tecnico federale Alberto Tirelli, responsabile della crema italiana, camminare impettito per il tris di vittorie a marchio tricolore (con il poker sfumato per un niente), ma perché l’intreccio tra ricordi struggenti e palpitazioni di gioco sono stati il filo conduttore della straordinaria settimana andata in onda nel complesso del Tc Triestino.

Ricordi e testimonianze di un torneo giovanile voluto tenacemente, 14 anni oro sono, dallo scomparso Claudio Giorgi che nel mondo tennistico aveva assunto le cariche di presidente del club, della federazione regionale e di consigliere nazionale. Personaggio che gli amici e i collaboratori del suo circolo hanno voluto ricordare in un’affollata cerimonia, presenti gli amministratori pubblici, ed i dirigenti Fit regionali e nazionali, tutti stretti alla commossa moglie Nicoletta.

Nel lato sud del Centrale, all’ingresso della tribuna, ora c’è un “totem”, voluto dal comitato direttivo del presidente Antonio Fogazzaro, la cui iscrizione ricorda i sette anni di dirigenza di Giorgi. Lo slanciato manufatto, così posizionato, sembra assumere le sembianze di una vigile vedetta, quasi un simbolo protettivo per il circolo e degli appassionati che lo animano.

Giornata delle finali di singolare. Matilde Paoletti deve affrontare la forte tailandese Punnin Kovapitukted, reduce dal trionfo di Riga ed in possesso di un tennis esplosivo che solo il talento ad intermittenza della russa Maria Bondarenko era riuscito ad ammansire per la durata di un set. L’azzurrina, campionessa nazionale in carica delle undicenni, si guadagna la passerella conclusiva con un percorso netto, dominio che non risparmia nemmeno la volenterosa semifinalista austriaca Johanna Halper e l’italo-polacca Giulia Barberini, che sotto per 6-0 6-3 si deve ritirare su imposizione del vociferante padre, volano dell’intervento regolamentare del referee Giampiero Ornaghi e planato sulla figlia.

Tornando alla gara clou, il piccolo computer perugino si connette subito e si esalta con traiettorie calibrate che battezzano le righe, recuperi scoraggianti e passanti implacabili. La frastornata mancina di Bankok, intontita dalle variazioni di ritmo e direzione e da una rivale non facilmente prevedibile, va spesso fuori giri e si vede scivolarle via il parziale per 6-1. Nel secondo, la tailandese recupera l’assetto propositivo e l’aggressività trova carica nella maggior precisione. Il match cresce di livello: lo score ondeggia, i numerosi scambi chiamano fatica e sudore per domare le parabole arcuate, i ripetuti viaggi in orizzontale e gli angoli acuti.

Ogni piccola crepa nel tennis avversario è grasso che cola per il tennis felpato della minuta Paolini, come il servizio scolastico della rivale che innesta il comando del palleggio. Sicurezza e determinazione valgono il recupero dello score, mente e braccio non barcollano anche dopo colpi durissimi e nastri avversi, la resistenza non viene scalfita e il rush finale per 7 a 5 premia l’ennesimo trofeo internazionale in singolare della Paoletti, il primo del Memorial dedicato al rimpianto dirigente triestino.

Bissa la vittoria la giovane umbra accanto alla brava genovese Lisa Pigato. Un sodalizio davvero molto competitivo che corre l’unico rischio in finale, quando l’estrosa russa Bondarenko (gioia e dolore del suo coach) e la sorprendete svizzera Michela Fiacan, costringono le due tricolori al tie-break nel set d’apertura e, nell’andirivieni di vincenti prodigiosi e nefandezze, marcano la coppia italiana fino al 5 pari del secondo tempo. Ma è tutto per tensioni ed incertezze di casa nostra: il fine talento ha il sopravvento e le due amiche, in virtù del risultato conclusivo di 7-6 7-5, irrompono come prestigiose doppiste nel primo Memorial.

Ritorna sulla terra rossa di Padriciano il messinese Giorgio Tabacco, stesso campo dove l’anno scorso con il fratello Fausto catturava il titolo di doppio. Anticipo di una feconda stagione che il fantastico duo del Circolo Tennis e Vela nobilitava a livello nazionale, prima con gli scudetti di singolare under 11 e 12 e poi con il primato a coppie. Giorgio, giocando in tandem con il leccese Alexander Gammariello non riesce a ripetere l’impresa giuliana della scorsa edizione, frenato dalla combattività del duo austro-croato Andrejic/Baskovic. Coppia inedita, capace di tenere alto il picco di rendimento fino alla coda della sfida e di spegnere le ostilità per 7-5 3-6 (10-5).

Nell’arena del Triestino, il più giovane dei Tabacco riesce a far meglio del fratello, semifinalista nella scorsa edizione, aggiudicandosi il trofeo di singolare a spese di Aristarkh Safonov, russo di Rostov sul Don (fertile serbatoio tennistico giovanile), già recentemente sconfitto in due set sul suolo moravo nel torneo consolazione della finale Winter Cup.

Il mancino del Mare di Azov è un tennista davvero di buon livello e in possesso di robusti fondamentali. Indiscusso numero uno del ranking russo, vanta il titolo conquistato in febbraio nel torneo di Auray, nella vetrina francese più indicativa d’Europa per gli agonisti dodicenni.

Precedenti importanti che Tabacco smonta sul terreno di gioco con tattica ragionata, gambette toniche e ferrea concentrazione. Tra due instancabili bocche da fuoco che da fondo campo si sfidano in palleggi da consunzione, ma è il lucido siciliano a prevalere più spesso, vanificando le grandi aperture mancine del rivale e riproponendo palle profonde, alternate ad angoli stretti e traiettorie invischianti dal peso diverso. Finisce boccheggiante il tenace ragazzino russo, provato di testa e con le leve un po’ molli. Così al primo match point avverso è costretto a lasciare spazio alla meritata esultanza del rivale che sigilla incontro e titolo per 6-3 6-3. (Fausto Serafini)