Torneo Internazionale “Città di Trieste”

Appariva molto soddisfatto della manifestazione il neo presidente del Tc Triestino Francesco Franzin durante l’introduzione alle premiazioni del torneo intitolato allo scomparso presidente Claudio Giorgi.

Il richiamo dell’attivo circolo di Padriciano per la quindicesima tappa Tennis Europe under 12, confermava il suo fascino attrattivo e la sua internazionalità esplodeva con la presenza di racchette provenienti da ben 20 nazioni diverse. Prova tangibile dell’universalità  e qualità dei partecipanti l’atterraggio nel palmarès del torneo dei due trionfatori, entrambi punti fermi nelle loro rappresentative nazionali: il belga Alessio Basile e la bielorussa Evialina Laskevich.

Ed è proprio l’instancabile ragazza dell’Est, proveniente dalle qualificazioni, a dare un dispiacere all’undicenne emergente del Sudafrica, la prestante e attesa Isabella Kruger che insieme alla sorella Zoe é già decantata come futura star da piani alti degli Slam. Forse in virtù dei geni trasmessi dal padre scomparso, rugbista di livello planetario. L’audace previsione, ovviamente un po’ interessata, viene, però, da un coach di grande spessore come lo svedese Thomas Hogsteadt ex n. 38 Atp che attualmente segue le “golden sisters” all’Igm Academy di Bradenton (Bollettieri) e presente fulmineamente nel complesso triestino per vedere all’opera la sua protetta.

Il combattuto e piacevole incontro, terminato per 7-6 6-4, segnava l’eliminazione all’esordio della talentuosa ragazza di Pretoria, ma allo stesso tempo focalizzava l’interesse sulla corsa veemente della giovane di Minsk, determinata nello stoppare in semi la coriacea folignate Veronica Sirci per 6-4 6-3, nonostante il radar materno. Ad attenderla sul palcoscenico più prestigioso la campionessa italiana under 11, la brava palermitana Virginia Ferrara che, superato l’ostacolo dell’umbra Angelica Giovagnoli, sradicava con rovesci e dritti incisivi la concorrenza russa ed ucraina presente sul suo sentiero.

Premessa distruttiva verso il tennis dell’Est che la tenace ragazza del Ct Palermo non riusciva a ribadire nell’ultimo faticoso atto, appesantita da una serie demoralizzante di doppi falli e dal tennis concreto della rivale, abile nel cambiare ritmo di gioco, nel tenere testa agli scambi tesi, come nell’incentivare ripetute traiettorie spioventi a spolverare le righe. Il risultato di 6-4 6-3 a favore della Laskevich, stacanovista dal percorso netto di sette trionfi, non descrive pienamente la durata e la durezza del match, giocato sotto un sole cocente che il coach palermitano Alessandro Chimirri metabolizzava restando immobile sulle roventi gradinate fino all’ultimo quindici della sua giocatrice.

Calura da sciogliere la terra rossa nello scontro tra il belga Alessio Basile (ben presenti i cromosomi di mamma Daphne Vande Zande, ex 138 Wta) e l’imperturbabile Hausen Lee, numero uno della Corea del Sud. Avvicinamento alla finale senza particolari ostacoli per il ragazzo di Bruxelles, salvo le vocianti intemperanze del padre del semifinalista, lo slovacco Privara, e stesso turno rimbalzato su tre parziali per l’asiatico, in forza della grinta e coraggio messi in campo dal campano Federico Guerriero, combattente paritario per due set e ultimo giocatore con lo stendardo azzurro (6-2 5-7 6-1 lo score).

Alla resa dei conti, il coreano dimostra un ottimo tempo d’impatto sulla palla che viaggia veloce quando spinge di dritto e aggredisce con il rovescio in controbalzo, ma è poco incline a costruire il punto ed è spesso vittima di banali fuori misura. La costanza nel palleggio é invece una caratteristica base del repertorio di del lottatore Basile, piccolo computer dal moto continuo, dal buon servizio, dalle varianti tattiche e dagli scambi sudati. Superato l’improvviso baratro del secondo set, il belga aggiusta mira, carica sicurezza e dopo ben sei match point piega lo sfinito rivale per 6-3 0-6 6-4.

La bandiera regionale sventola per poco nel main draw, impugnata da Filippo Iacovoni, Pietro Stefan e Camilla Franzin viene, purtroppo, ammainata nel primo turno, preda di tabelloni troppo selettivi.   (Fausto Serafini)